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BIRRA MORETTI

“Lo sapevi che…”: pillole di cultura birraria

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“Lo sapevi che…”: pillole di cultura birraria

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8 ottobre 2019

Acqua, cereali, lievito e luppolo: le migliaia di birre prodotte in tutto il mondo derivano dall’impiego di quattro semplici ingredienti naturali. Nel numero precedente abbiamo approfondito alcuni aspetti relativi ad acqua e cereali. Stavolta parliamo di lievito e luppolo. Buone birre a tutti!

 

LIEVITO: IL VERO MASTRO BIRRAIO

Qual è il ruolo del lievito nella produzione della birra?
Il lievito è un microrganismo unicellulare appartenente al regno dei funghi ed è il motore della produzione della birra (oltre che di tutte le bevande alcoliche e del pane). Tramite un processo di fermentazione, il lievito trasforma in alcol e anidride carbonica gli zuccheri fermentescibili del mosto. Durante la fermentazione, inoltre, il lievito forma altri composti (metaboliti) secondari – come ad esempio alcoli superiori, aldeidi ed esteri – che concorrono a dare alla birra le sue caratteristiche organolettiche. Per questo molti definiscono il lievito “il vero Mastro Birraio”.

Quali sono i lieviti principali utilizzati per la produzione della birra?
Il maggior numero delle birre nasce dall’utilizzo di due famiglie di lieviti:
– Saccaromyces ceppo Cerevisiae, lievito ad alta fermentazione;
– Saccaromyces ceppo Pastorianus, lievito a bassa fermentazione.
Con il Saccaromyces Cerevisiae si ha una fermentazione veloce tra i 15° e i 25° C. Il Saccaromyces Pastorianus attiva la fermentazione con temperature più basse, tra i 6° e i 10° C. I lieviti ad alta fermentazione producono metaboliti secondari più aromatici di quelli a bassa fermentazione che conferiscono un insieme di sensazioni più fini e delicate sia al gusto sia all’olfatto.

Oltre all’alta e alla bassa fermentazione, esiste anche la fermentazione spontanea. Che cos’è?
È un fenomeno legato prevalentemente alla regione belga del Payottenland, non lontana da Bruxelles. Per innescare la fermentazione spontanea il mosto viene esposto all’aria, dove si trovano alcuni lieviti selvatici, come Brettanomyces Bruxellensis o Brettanomyces Lambicus, e batteri lattici e acetici che entrano a contatto con il mosto, rendendo possibile la trasformazione degli zuccheri in alcol e dando origine ad alcuni stili birrari. Fra questi il Lambic, che richiede una fermentazione molto lunga, da qualche mese fino ad alcuni anni. Un processo appassionante, dal grande fascino e al tempo stesso semplice e naturale. Come la birra.

 

LUPPOLO: L’ORO VERDE DELLA BIRRA

Che cos’è il luppolo e perché viene utilizzato nella birra?
Il luppolo (Humulus Lupulus – il predatore del suolo) è una pianta a fiore (famiglia delle Cannabaceae, ordine Uticales) che cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d’acqua, ai margini dei boschi, dalla pianura fino a un’altitudine di 1.200-1.500 metri e predilige ambienti freschi e terreni fertili. Viene utilizzato per conferire alla birra il suo caratteristico sapore amaro e arricchirne l’aroma. Possiede, inoltre, proprietà antisettiche e conservanti.

Quali caratteristiche ha la pianta del luppolo e cosa si ricava da questa?
La pianta del luppolo è perenne. Una volta coltivata, resta in una fase dormiente durante l’inverno per crescere rigogliosa in primavera. Si divide in due grandi categorie: il luppolo da amaro e quello da aroma. Il primo contribuisce alla frazione amara della birra ed è usato nella fase di ebollizione del mosto; il secondo è apprezzato per gli oli essenziali e per il profilo gustativo ed è aggiunto a fine ebollizione per non perderne le proprietà aromatiche. Infine, le resine del luppolo contribuiscono alla chiarificazione naturale della birra e alla stabilizzazione della schiuma.

Quali sono i maggiori produttori mondiali di luppolo? Qual è il posto dell’Italia in questa classifica?
Il primo produttore è la Germania con oltre 34.000 tonnellate, seguita da USA (33.000) e Cina (7.000). Il fabbisogno annuo dell’industria birraria italiana è pari a oltre 3.500 tonnellate, oggi tutte provenienti dall’estero (90% dalla sola Germania). Ma l’affacciarsi di start up guidate da giovani imprenditori, appassionati del mondo della birra, fa ben sperare per la nascita di una importante filiera del luppolo made in Italy.

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